corrosione intercristallina 250X

La resistenza alla corrosione intergranulare può essere determinata attraverso l’immersione dei campioni in soluzioni contenenti acido solforico (H2SO4) in quantità variabile a seconda del metodo di prova. Questi test possono avere due scopi:

– la verifica della resistenza intrinseca del materiale alla corrosione intergranulare (è il caso degli acciai con basso tenore di carbonio e degli acciai stabilizzati che vengono analizzati in seguito a un trattamento di sensibilizzazione);

– il controllo dell’efficacia del trattamento di solubilizzazione (è il caso di tutti gli altri tipi di acciai, che sono sottoposti al controllo nello stato in cui sono forniti all’utilizzatore, senza che sia necessario effettuare un trattamento termico di sensibilizzazione).

I campioni, dopo essere stati immersi nelle soluzioni portate a ebollizione per un tempo determinato, sono estratti e sottoposti a un test di piegamento con mandrino (o un test di schiacciamento, nel caso in cui si dovessero analizzare tubi con diametro fino a 60 mm). La superficie convessa del campione viene quindi esaminata a basso ingrandimento allo scopo di identificare eventuali cricche provocate dalla corrosione intergranulare.

Gli acciai inossidabili possono essere soggetti agli attacchi di corrosione intergranulare quando vengono sottoposti a temperature comprese tra i 500 e i 1000°C. Queste condizioni termiche possono infatti provocare la “sensibilizzazione” alla corrosione intergranulare. In genere ciò può verificarsi nel corso di processi di formatura a caldo (come fucinatura, stampaggio, laminazione), oppure come conseguenza di un errato trattamento di solubilizzazione, oppure ancora durante le operazioni di saldatura.

  • UNI EN ISO 3651-2 1998, Metodo A (accreditato): soluzione di solfato di rame in acido solforico al 16% (prova di Monypenny Strauss)
  • UNI EN ISO 3651-2 1998, Metodo B (accreditato): soluzione di solfato di rame in acido solforico al 35%
  • UNI EN ISO 3651-2 1998, Metodo C (accreditato): soluzione di solfato ferrico in acido solforico al 40%

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