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Lo standard NACE TM 0284 è stato originariamente preparato nel 1984 per fornire un insieme di condizioni di prova standard per la valutazione di tubi di acciaio e per il confronto dei risultati dei test effettuati da laboratori diversi. Più recentemente, la preoccupazione per i danni prodotti da HIC anche su raccordi e flange in acciaio ha portato a comprendere anche questi componenti nella revisione 2011 dello standard. Pertanto, il campo di applicazione della norma ora include gli acciai in forma di tubi, lamiere, raccordi e flange utilizzati nella fabbricazione di pipeline e recipienti a pressione.

La prova consiste nell’esaminare più provini ricavati dal tubo (metallo base o area saldata) o dalla lamiera dopo averli immersi per un tempo determinato (tipicamente 96 ore) in due possibili soluzioni entrambe sature di acido solfidrico. La soluzione A include cloruro di sodio (NaCl) e acido acetico (CH3COOH), mentre la soluzione B contiene acqua di mare sintetica. In entrambi i casi la prova avviene a temperatura ambiente e in pressione atmosferica. Trascorso il periodo di prova, i provini vengono estratti dalla soluzione, lucidati ed esaminati dal punto di vista metallografico. Le cricche riscontrate vengono misurate e le loro dimensioni (profondità e lunghezza), espresse in valori unitari e medi, vengono rapportate a quelle dei provini, determinando, tramite apposite formule, i valori di CSR (Crack Sensitivity Ratio), CLR (Crack Lenght Ratio) e CTR (Crack Thickness Ratio).

L’assorbimento di idrogeno generato dalla corrosione dell’acciaio in un ambiente umido contenente acido solfidrico (H2S) può avere diversi effetti che dipendono dalle proprietà dell’acciaio, dalle modalità di fabbricazione e dei processi di formatura cui è stato sottoposto, dalle caratteristiche dell’ambiente e da altre variabili. Uno degli effetti negativi osservati sugli acciai utilizzati per le pipeline e per i recipienti a pressione è lo sviluppo di fessure lungo la direzione di laminazione. Le crepe presenti su un piano tendono a collegarsi con quelle sviluppatesi sui piani adiacenti formando delle scanalature lungo lo spessore. Tali crepe possono ridurre lo spessore delle pareti fino a che la sollecitazione cui sono sottoposti la tubazione o il recipiente a pressione risulta eccessiva e ciò conduce alla loro rottura. La fessurazione è a volte accompagnata da vesciche di superficie.

I termini un tempo utilizzati per riferirsi al fenomeno descritto sopra, come stepwise cracking, hydrogen pressure cracking, blister cracking o hydrogen-induced stepwise cracking, sono ormai considerati obsoleti. Al loro posto l’istituto americano NACE International ha adottato l’espressione hydrogen-induced cracking (criccatura indotta da idrogeno), abbreviata con l’acronimo HIC.

Questo tipo di corrosione è strettamente legato alla formazione di bolle di idrogeno, un fenomeno la cui criticità nel settore del trasporto e dello stoccaggio di sostanze acide è stata analizzata e studiata a partire dagli anni ’40. Solo molto più tardi però, in seguito alla rottura di alcune condutture all’inizio degli anni ‘70, questo fenomeno è stato ampiamente riconosciuto come potenzialmente problematico per le pipeline.

  • NACE TM 0284-2016 (accreditato)

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