SSC (SULPHIDE STRESS CRACKING)

SSC (SULPHIDE STRESS CRACKING)

Gli standard prevedono diversi metodi per simulare e valutare il comportamento dei materiali alla duplice azione, meccanica e corrosiva, che caratterizza il fenomeno. Per simulare l’ambiente corrosivo sono utilizzate varie miscele di acido solfidrico e soluzioni clorurate.

Uno dei metodi di prova consiste nell’inserire all’interno di un serbatoio contenente una soluzione corrosiva un campione di forma uguale a quelli sottoposti ai test di trazione e nell’applicarvi un carico tensile costante. Il proof-ring costituisce uno degli strumenti più precisi e pratici per testare la resistenza alla SSC in questo modo.

Un altro metodo consiste nel sottoporre provini di sezione rettangolare alla forza di flessione esercitata da appositi dispositivi, quali i four point bending fixture. Vengono applicati sforzi deflettivi differenti su diversi provini e in base ai risultati ottenuti viene calcolato un valore definito critical stress factor (Sc). I provini vengono esposti all’ambiente acido per 720 ore e al termine della prova vengono esaminati al fine di individuare eventuali cricche.

SSC1
SSC2
SSC3

METODI DI PROVA

  • EFC 16 3° Edizione
  • ANSI NACE TM0177- Metodo A + ASTM G49
  • ANSI/NACE TM0177 Metodo C C-ring
  • EFC 16 3° Edizione Metodo B + ISO 7539-2
  • ANSI/NACE TM0177 Metodo B + ASTM G39
  • EFC 16 3° Edizione Metodo C + ASTM G38
  • ANSI/NACE TM0177 Metodo C + ASTM G38
  • EFC 16 3° Edizione Metodo C + ISO 7539-5
  • NACE TM0316
  • ANSI/NACE TM0177 Metodo D

DESCRIZIONE DEL FENOMENO

La prova intende verificare la resistenza alla criccatura provocata dall’azione combinata dello sforzo di tensione uniassiale e della corrosione in soluzioni acquose contenenti acido solfidrico (H2S). Questo fenomeno tensocorrosivo è tecnicamente noto come sulfide stress cracking (SSC), quando è misurato a temperatura ambiente, o stress corrosion cracking (SCC), quando si verifica a temperature elevate.

La pericolosità dei fenomeni tensocorrosivi per i materiali utilizzati nel settore petrolifero è stata riconosciuta a partire dal 1952. Gli esperimenti condotti in laboratorio e l’esperienza maturata sul campo attestano che anche concentrazioni estremamente basse di acido solfidrico possono causare la rottura o il danneggiamento di materiali suscettibili a questo tipo di attacco.

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